I 10 Segni DISTINTIVI del Vero Capo

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I 10 Segni DISTINTIVI del Vero Capo

Ci si interroga spesso su quali debbano essere i segni distintivi di un Capo capace di impattare sulla realtà dei propri collaboratori e in grado di fare la differenza.

Sembra il quesito del perché Nelson Madela è diventato Nelson Mandela e Loris Comisso ancora no. Una domanda che con ogni probabilità non troverà risposta fra queste righe e men che meno nei milioni di libri che si sono scritti sulle tematiche del Carisma e della Leadership. Mettiamoci il cuore in pace.

Con la sconfitta già in tasca, scrivere una check list di segni distintivi senza impegno diventa semplicemente un gioco con cui riflettere. Come si faceva con l’album delle figurine dei calciatori di una volta. Ogni volta che aprivi il pacchetto, appena acquistato in edicola, guardavi la figurina e il pensiero era “Ce l’ho” oppure “Non ce l’ho”.

Ecco l’obiettivo è questo fare un elenco di 10 segni per giocare a capire se ce li abbiamo oppure no. Intanto poi ce ne saranno degli altri. Ma, veniamo al dunque. Quali sono i 10 segni distintivi di un Capo?

  • Sa utilizzare la comunicazione: sa ascoltare, sa condividere, è un buon comunicatore. Quanti Capi sono molto impattanti sulla realtà altrui in senso negativo a causa dell’incapacità di riuscire a comunicare? Troppi capi falliscono per colpa della mancanza di padronanza dello strumento comunicativo. La comunicazione non può più essere dall’alto verso il basso e in un’unica direzione Capo/Collaboratore. La parola magica su questo aspetto è:
  • Orientato ai risultati: è in grado di creare una cultura aziendale capace di distinguere il concetto di “Attività” dal concetto di “Risultati”. In più il Capo orientato ai risultati mostra ai suoi collaboratori come si fa ad ottenere i risultati che aiutano a raggiungere gli obiettivi. Fissare gli obiettivi e sperare che sia per opera dello Spirito Santo che si materializzano è un’utopia moderna dettata dalla poca voglia di fare fatica.
  • Competenze Tecniche: possiede le competenze tecniche necessarie perché sono il risultato anche di esperienza sul campo. La sostanza conta ancora in un mondo di apparenze. La via maestra per la maggiore credibilità passa attraverso la parola supportata dalla competenza tecnica sul campo. È attraverso la dimostrazione di competenza che si costruiscono reputazioni inattaccabili.
  • Insegnanti: i migliori capi sono anche degli ottimi insegnanti in grado di trasferire le competenze. Investono tempo, energie e denaro per istruire i propri collaboratori per farli crescere. Non sono gelosi delle loro competenze e sperano che un giorno qualcuno dei suoi collaboratori possa ricalcare le proprie orme se non addirittura fare meglio.
  • Creatori di Inclusione: uno dei punti più complessi da attuare. Riuscire a mettere nelle condizioni i propri collaboratori di poter alzare la mano, poter proporre nuove idee, sperimentare e magari sbagliare. Un miraggio.
  • È un supporto: perché supporta gli avanzamenti di grado e carriera dei propri collaboratori. È in prima linea affinchè accada. Questo accade perché non è concentrato su quello che gli altri devono fare per lui ma, è focalizzato su quello che lui può fare per gli altri. Dare prospettive di carriera è fondamentale. Il supporto avviene attraverso l’utilizzo di un feedback costante positivo e costrutt
  • Fiducia al Team: da potere alla sua squadra attraverso il processo di delega. Ma una delega che si distingue dal controllo esasperato che si incontra spesso in particolare nelle PMI. La supervisione o il controllo è uno degli errori più frequenti dei capi che così facendo dimostrano debolezza.
  • Visione: possiede una visione ben chiara di dove andare e come fare, attraverso quali strategie, per poterci arrivare. Il Capo imposta e traccia la direzione, il resto è compito della squadra.
  • Collaborativo: spesso incontri tanti capi all’interno di aziende strutturate che non sono capaci di collaborare tra di loro. Spesso ci si scorda che non si vive in un’isola deserta. Bisogna collaborare con tutta l’azienda, anche con gli altri reparti. Questo serve anche perché la tua esperienza , così come l’esperienza di altri, può tornare utile al tuo comparto. L’esperienza di altri è una fonte di ricchezza se hai il buon senso di andare a prendertela e a utilizzarla. Ma, quando di fronte troviamo un capo orgoglioso…la collaborazione è la prima sconfitta.
  • Decide: sa che il futuro è il risultato delle sue decisioni e le azioni conseguenti. L’analisi porta alla paralisi.

 La realizzazione di un’impresa nasce da un sogno e dalla capacità di chi ha creato questo progetto prima nella sua mente e poi nella realtà. In particolare, dall’orgoglio e dalla valorizzazione di se stessi.

Un’iniziativa non semplice, ma se a guidare il Leader sono il talento, la creatività e la visione, anche i traguardi più difficili diventano possibili. Queste potenzialità sono in ognuno di noi e partecipando a questo talk-show educativo scoprirete come individuarle e renderle parte integrante della vostra vita per raggiungere grandi obiettivi.

http://loriscomisso.it/workshop/condurre-un-impresa/

Perché da Professionista a Professionista l’esperienza di altri arricchisce.

Ti aspetto!

Loris Comisso

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